produzioni foto scarica la scheda (65 KB) info


  sillabe libere
in lettura sonora


reading di poesia sonora

sillabe libere



Antonello Cassinotti
(voci recitanti)

RASSEGNA STAMPA

LA PROVINCIA 09 febbraio 2005 – Pier Giorgio Nosari
Un omaggio postumo ai padri ormai lontani, che un secolo fa hanno rivoluzionato le arti e preconizzato la nostra cultura. È una performance, qualcosa che avviene davanti al pubblico e si forma nell’istante della scena. Ma è anche un “reading”, una lettura poetica. Un esercizio vocale. Un’installazione visiva. Un piccolo pezzo di cabaret intellettuale d’altri tempi.

GIORNALE DI SEREGNO 19 ottobre 2004
La performance, nata per essere presentata nelle biblioteche ha mantenuto una struttura “didattica”, articolata in un “gradus” che accompagna l’ascoltatore dalla prima poesia futurista ricca di onomatopee fino ai poeti sonori contemporanei in una progressiva scomparsa della parola articolata che lascia il posto al puro suono evocativo.
Conclusione strabiliante con Cassinotti che ha improvvisato sulle “variazioni Goldberg” di Bach e che si è intervistato da sé, due voci che dialogano senza parole, solo con suoni.

LA CULTURA 3 febbraio 2001
Una performance al confine della dimostrazione;
puntando quasi esclusivamente sulla forza della parola Cassinotti ha interpretato alcuni brani che nella parola - sempre più scarna ed essenziale fino alla sillabazione, ai gorgheggi e all’annullamento della vocalità - hanno il loro punto di forza.
Abile interprete vocale, ha reso evidente i termini della sua ricerca sulla parola, portata alle estreme conseguenze.


LA PROVINCIA 28 gennaio 2001 - Andrea Galvani
Con Cassinotti in scena e la poesia è suono, l'attore cassanese ha dato forma, sostanza, vita ad una performance assolutamente 'extra-ordinaria' interiorizzando i segni, o meglio, i simboli della scrittura. Poi, dopo averli 'masticati' e in un certo senso 'digeriti', ha dato dimostrazione di quanto siano inutili, nel far teatro di ricerca e rinascita interiore, le convenzioni e la rigidità.
A sprazzi, il silenzio irrompe in scena, conferendo maggior peso alla precipitosa vocalità dei testi, veri e propri pentagrammi per lo strumento voce'.
In particolare nell'lnterview a moi meme, da una serie di suoni assolutamente sgrammaticati, risulta un'ironia trascinante sorretta da uno schema metrico incalzante che non lascia spazio all'immobilità.