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ODIssea![]() videolettura / concerto per voci ed elettronica |
Note di regia di Antonello Cassinotti Nel primo libro Penelope dice di Femio che conosce molte storie che incantano gli uomini sollecitandolo a cambiare il canto che sta narrando perché per lei troppo luttuoso. Telemaco di tutta risposta le chiede perché ella vietasse al fedele cantore di allietarli come la mente li ispira. Vi leggiamo ancora nel capitolo nono per bocca di Odisseo: “Certo è bello ascoltare un cantore, così come è questo, simile per la voce agli dei. Perché penso non v'è godimento più bello, di quando la gioia pervade tutta la gente … questo mi sembra nell'animo una cosa bellissima.” L'Odissea è una storia e come tutte le storie va raccontata. Come in molte tradizioni orali la formula narrativa più comune era il canto che permetteva alla memoria di ricostruire ogni volta gli accadimenti perché fossero narrati senza omettere i particolari, la ripetizione delle formule narrative sembra infatti aiutasse gli aedi a comporre i loro canti improvvisandoli su richiesta dell'uditorio. Il nostro presupposto è quello di tornare ad una narrazione più vicina al canto. Un canto però lontano dagli stilemi a cui siamo abituati, non propriamente melodico, ma un canto della voce e delle sue sfumature. che con artifici più o meno marcati usa la voce in modo astratto per evocare situazioni e disegnare dinamiche emotive prese a prestito dalla narrazione. La voce e spesso la parola si fanno musica creando una composizione sonora nel mentre raccontano, facendoci diventare cantori. Fedeli al copione il nostro Odisseo compie un viaggio. Un viaggio che abbiamo immaginato intricato tra le anse di un labirinto, nel tentativo di raggiungerne un centro “tornare a casa” o se si vuole, meglio ancora, nel tentativo di uscirne, “ri-uscire" a tornare a casa, ri-tornare. Un viaggio che è un percorso di conoscenza del mondo, per approdare prima o poi ad una tranquilla maturità laddove sia possibile compiere ri-uscendoci un rito di liberazione. Un viaggio dentro di se quindi per maturare una evoluzione, con il presupposto che nell'odissea vi si possa leggere un passaggio fondamentale per l'umanità: l'eroe porta la società dal caos all'organizzazione in un mito di fondazione, o forse più propriamente ri-fondazione dell'essere umano. Un viaggio che l'umanità tutta, accompagnata dall'eroe, deve percorrere per maturare un se più evoluto uscendo da una condizione di barbarie, e assumendo la responsabilità delle proprie scelte che fino ad allora erano invece in mano agli dei. Un viaggio che propone a chi lo segue, nell'esempio dell'eroe che lo compie, l'uso sempre più affinato della ragione invece di un abbandono sconsiderato all'istinto della vendetta bieca e crudele. È stata per noi fondamentale la scelta di privilegiare quei libri centrali al racconto che vedono, raccontati in prima persona, dalla voce di Odisseo, che in una sorta di cortocircuito diventa il cantore di se stesso, i propri vagabondaggi in terre sconosciute, misteriose e pericolose. Terre che simbolicamente si alternano in una geografia che lo muove in una danza tra un occidente ed un oriente in un continuo altalenarsi tra le 12 anse di un labirinto, tante sono le prove che deve superare, fino a giungere la terra dei Feaci, che lo accompagneranno finalmente a casa. Viaggio che lasciamo aperto perché giunto a casa Odisseo dovrà maturare altre scelte per liberarsi del tutto. In tutto questo convinti che la vita sia un continuo andare e tornare, come sono gli dei a chiudere il poema fermando definitivamente la lotta intestina agli achei, lasciamo che siano gli dei ad ispirare il nostro cantare: « Ah! quante colpe danno i mortali agli dei! Ci dicono causa delle loro disgrazie: ma anche da sé, con le loro empietà, si procurano dolori oltre il segno ». su Video fondali live di Giacomo Verde Oggi ogni video camera collegata ad un computer puo' amplificare, moltiplicare e rielaborare in tempo reale le immagini. Inoltre se viene usata la ripresa in macro (messa a fuoco di piccoli oggetti in movimento) riprodotta su grande schermo gli effetti di amplificazione e distorsione permettono di creare visioni tanto inedite quanto cariche di suggestioni estetiche. Visioni che rimandano ad archetipi visivi, a immaginari intimi, arcaici ed elettronici, onirici e poetici, che bene si adattano all'esecuzione di brani musicali o recital di poesia. E cosi' dal qualche anno mi ritrovo accanto a musicisti, o a poeti, ad animare sotto l'obbiettivo della video-camera piccoli oggetti o stampe su lucidi trasparenti, realizzando sul momento le immagini, proiettate su grandi schermi, necessarie alle loro performance. Per questa "ODIssea" ho scelto di animare materiali naturali e immagini antiche in modo da creare un mix avvolgente che faccia da sostegno e cornice alle voci degli "aedi digitali" di questa performance che raccontano, ancora una volta, una delle storie piu' antiche e piu' belle del mondo. su |