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Il mio nome è Atalanta


il mio nome è Atalanta


un omaggio a Gianni Rodari
regia    delleAli
progetto    Giada Balestrini
drammaturgia    Letizia Buoso
con    Alessandra Anzaghi, Giada Balestrini, Laura Valli
luci e suoni    Antonello Cassinotti

Un grande telaio, un albero carico di gomitoli, lana da cardare, fusi e un arcolaio, forbici e coltelli di tutte le dimensioni con le lame da arrotare... nel loro laboratorio, le tre Moire filano, tessono e tagliano le vite come fossero fili per grandi arazzi. Assegnano la 'parte' che spetta a ciascuno. Raccontano, discutono, tramano destini.

È il turno di Atalanta: una bambina abbandonata nei boschi perché nata femmina, che cresce curiosa e libera nello spazio sacro di animali e dei. Una ragazzina che attraverso molte avventure impara a essere coraggiosa e paziente, misurandosi con la gioia e il dolore, la morte, la complessità dell'esistenza.

E' uno spettacolo poetico e giocoso sulla ricerca del destino personale: sui sogni e i desideri che rendono la vita piena e felice. Come un tempo le divinità filavano il cielo e ne ricavavano le trame del mondo, così le tre Moire artigiane/artiste raccontano e lavorano i materiali che compongono la storia di Atalanta.

È un destino complicato e meraviglioso, dalla culla al primo bacio. Un percorso di conoscenza della vita in tutte le sue forme e di ricomposizione dei figli con i genitori, dei ragazzi con gli adulti, del femminile con il maschile.

un grazie a: Marina Oldani, laboratorio di tessitura “Giochi di lana”, Tessile Officina, Flexfil, Uccio, Tae teatro, Paola Codeluppi per le foto, Samantha Sirtori per l'illustrazione e a Baschir per esserci stato



PROGETTO RASSEGNA STAMPA

 


fascia d’età


8-12 anni


durata


60'


spazio scenico


7x6x4 mt


tecnica

  scheda tecnica