TEBE


percorso residenziale
per macchina enarmonica
per monologhi tragici

condotto da
Lello Cassinotti
Davide D’Antonio

 SCENOGRAFIA
La chora

MUSICHE
Alessandra Patrucco
Antonello Cassinotti
Fantomas

PERFORMER
14 / 20

 

L’opera si fà da se – Corrado Costa

Progetto ideato e sostenuto da Residenza TěXtura (Vimercate) e prodotto da Residenza IDRA-Independent DRAma (Brescia), nell’ambito del Progetto Europeo Thalassia of myths, sostenuto da Teatro Stabile di innovazione Stalker Teatro/officine Caos (Torino); con il sostegno di Residenza teatrale Qui ed ora (Bergamo), Residenza teatrale Oltrepavia (Pavia), Residenza Suburbia (Milano).

Le residenze sono da considerarsi dei focus che in un cammino di esplorazione porteranno il progetto al suo compimento. L’esplorazione “a lungo termine” oltre che auspicabile per ogni produzione si è resa necessaria proprio in relazione alla complessità della natura progettuale.

Ogni workshop ha lo scopo da una parte di investigare uno degli ingranaggi di quella che abbiamo definito macchina enarmonica, cioè di quei meccanismi che sono una metafora dei vari aspetti di una messa in scena, nonché, nel percorso, di sviluppare suggestioni che chiariscano le loro relazioni.

Tutti i workshop prevedono una spettacolazione finale diversa che si attiene ad una griglia di rappresentazione definita e si arricchisce con le suggestioni del luogo in cui si lavora, degli attori che vi partecipano e di ogni variabile scenica addizionale.

I costi del workshop variano da focus a focus e oscillano a secondo dell’allestimento dai 2000,00 euro ai 3000,00 euro. Sono comprensivi di cachet, alloggio per gli esperti (minimo 2), vitto ed alcuni materiali di lavoro specifici.

Ospitando un workshop l’ente ospitante potrà, se lo crede, essere annoverato tra i coopruduttori.

Il debutto della spettacolo è previsto per la prima metà del 2010 in date e luogo ancora da definire.

 I FOCUS

1. drammaturgico: consiste nell’elaborazione di un percorso di senso all’interno di una o più tragedie attraverso tecniche di montaggio

 2. sull’improvvisazione: lavoro essenziale per la macchina, centrato sulla consapevolezza dell’atto scenico attraverso la concentrazione necessaria e le regole base, per sviluppare anche dal vivo una composizione credibile di materiale (aspetto che riguarda sicuramente tutti i successivi)

 3. sulla vocalità extraverbale: cioè sull’uso dello strumento corpo per ottenere sonorità extraordinarie e musicali della voce

 4. sulla vocalità verbale: verranno proposti diversi processi di interpretazione di un testo; hai partecipanti verrà richiesta la memoria di materiali testuali da quello che per ora consideriamo ancora un pre – testo, le Troiane.

 5. sul coro – verranno svolti esercizi e insegnate le basi per il lavoro di ensamble e coralità

 6. movimento, che potrà essere

* individuale: l’uso dello strumento corpo per ottenere una presenza scenica extraquotidiana

* movimento corale: studio di geometrie spaziali, coscienza della prossemica

7. corografico: intendiamo il movimento collettivo in una dimensione predefinita: per esempio l’anticipo o il ritardo di una azione scenica a seconda della drammaturgia di intenti.

8. musicale: inteso all’investigare la relazione tra l’esecuzione dal vivo e l’azione teatrale e coreografica.

9. macchina enarmonica – il gioco d’insieme; poiché è il lavoro conclusivo vedrà la sua realizzazione solo negli ultimi laboratori

In un senso più legato al FARE teatrale la macchina oltre che investigare la stretta relazione che intercorre tra voce e corpo performativo e la musicalità, permetterà inoltre di esplorare tutti i parametri legati appunto all’ESSERCI attore o performer, cercando di dare il giusto peso agli impulsi emotivi che condizionano la creazione ponendo l’attenzione al fare poetico e/o lirico

Più in generale si studieranno tecniche vocali e verranno analizzate le potenzialità fisiche del corpo in un contesto extraquotidiano, come d’altronde è per noi il teatro cercando di creare un linguaggio dove è il corpo dentro che suona e danza.

Un corpo/voce inteso come strumento ricco di varianti timbriche, melodiche e ritmiche che possa creare un linguaggio/suono che permetta una comunicazione trasversale più diretta al sensibile umano: la poesia, intesa non nella sua accezione letteraria ma nella radice etimologica che trova la sua realizzazione proprio nel FARE di cui sopra, insomma una sorta di corto circuito dei sensi.

Per il carattere improvvisativo indicato nelle premesse e della metodologia di lavoro grande importanza verrà data all’ascolto, non solo a quello relativo all’udito, ma, in senso esteso l’ascolto a tutto se stessi, laddove è il corpo che si fa sensibile diventando un grande orecchio teso alle parti più nascoste di noi e degli altri perché possano entrare in relazione e muoversi proprio come gli ingranaggi di una macchina.

Il nucleo del lavoro è il rapporto tra creazione individuale improvvisata e composizione istantanea all’interno di un coro. Il laboratorio, infatti, crea le condizioni per investigare i vari aspetti di una macchinazione scenica: testo, musica, movimento, coro. Si sviluppa attorno ad un esercizio-nucleo che ha in sé una grande forza formale. Un congegno fatto di spostamenti individuali e corali nello spazio che disegnano e rispettano geometrie. Appuntamenti che, a fronte di stimoli codificati e agiti in libera improvvisazione dal coreuta di turno, danno il là ad espressività concordate sia fisiche che vocali.

Il laboratorio è indirizzato non solo ad attori ma anche a tutti gli artisti che vogliano sperimentare il senso della propria creatività in una dimensione di socialità. La macchina, infatti, oltre che investigare la stretta relazione che intercorre tra voce, corpo e la musicalità, permetterà inoltre di esplorare tutti i parametri legati appunto all’ESSERCI: attore o performer, cercando di dare il giusto peso agli impulsi emotivi che condizionano la creazione ponendo l’attenzione al fare poetico e/o lirico.

In questo percorso saremo supportati dai testi delle tragedie classiche e dalla immagine della mitica città di Tebe, che in quanto luogo perfetto diventa essa stessa una macchina ideale dove far detonate il nostro scontro-incontro.

Una sfida alla classicità per una nuova tradizione del rito collettivo teatrale.

 

 

versoTEBE

TAPPA 01 – marzo 2008
OPIFICIO TEXTURA – Vimercate MI

TAPPA 02 – maggio 2008
OFFICINE CAOS – Torino

TAPPA 03 – aprile 2009
Residenza OLTREPAVIA – Pavia

TAPPA 04 – giugno 2009
Residenza QUIEORA – Verdello BG

TAPPA 05 – giugno 2009
Residenza SUBURBIA
Castellazzo di Bollate BG

TAPPA 06 – settembre 2009
Residenza ILINIXARIUM – Inzago MI

 

 

 

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